Come divertirsi mentre la prof. spiega!

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Come divertirsi mentre la prof. spiega!Avevo appena compiuto 18 anni e stavo frequentando l’ultimo delle superiori. Non sono mai stata una studentessa dedita esclusivamente allo studio, ero molto esibizionista e preferivo concentrami sul mio aspetto fisico e sui ragazzi in generale.

 Un giorno mi trovavo in aula e già da un’ora stavo ascoltando la noiosissima interrogazione del prof. di arte. Ero seduta al banco con un sonno pazzesco e lo sguardo perso nel vuoto. Difficilmente riuscivo a stare attenta a scuola perché la mia mente vagava in continuazione altrove.

Quella mattina avevo appena finito di chattare con Claudio. Lui era più grande di me e già frequentava l’università. Come sempre tenevo lo zaino di scuola sopra al banco, così da riuscire a nascondere il telefono per non farmi beccare dei prof. e dalle mie compagne delle prime file.

Claudio mi aveva appena scritto che avrebbe voluto avermi in quel momento di fronte a lui solo in perizoma e autoreggenti e questo aveva iniziato ad eccitarmi. Sicura del fatto che la noiosissima  interrogazione sui monumenti di Venezia alla mia compagna Pamela, una studentessa tutta casa e studio, sarebbe durata ancora a lungo decisi di divagarmi iniziando a navigare su internet.

La cronologia del telefono mi suggerì subito un sito di racconti erotici dove mi era già capitato di leggere molti articoli pubblicati da ragazze giovani come me.

Sfogliando tra le storie ne trovai uno scritto da una certa Martina ed intitolato “Sono una studentessa troia!” che attirò la mia attenzione. Mano a mano che leggevo la sua storia di rapporti orari ed anali con i suoi compagni di classe iniziai ad avvertire un formicolio familiare tra le mie gambe farsi strada fin verso il clitoride.

Era un racconto porno davvero eccitante e mi era venuta una gran voglia di masturbarmi. Quella mattina sarebbe stato molto semplice perché avevo la gonna ed ero seduta in un angolo dell’aula ed in ultima fila, nell’unico banco accanto al mio c’era Tania, una studentessa di S. Pietroburgo che era venuta nella nostra scuola per un gemellaggio e troia abbastanza da non scandalizzarsi nel caso in cui si fosse accorta di quello che stavo facendo.

Inumidii generosamente il dito medio della mia mano destra con la mia lingua per poi accompagnarlo verso le mie cosce. Con l’aiuto delle altre dita scostai leggermente il perizoma che indossavo ed iniziai a sollecitare il mio clitoride, già inumidito. Continuai a leggere il racconto erotico immaginando di trovarmi con Claudio nel bagno della scuola.

Ero eccitatissima ed anche il perizoma iniziò a bagnarsi. Nessuno si accorse che il mio respiro si  stava facendo sempre più forte e della mia mano che si agitava sotto il banco. Forse solo Raffaella notò qualcosa di strano perchè mi lanciò uno sguardo incuriosito, infatti mi resi conto che inconsciamente avevo socchiuso la bocca mentre leccavo e mordevo delicatamente le mie labbra come una cagna in calore che non vede l’ora di farsi scopare.

Sentii i miei capezzoli indurirsi sempre di più sotto il mio reggiseno di pizzo nero. Il mio dito era come in preda alla frenesia. Capii che il momento si stava avvicinando quando iniziai quasi a tremare dall’eccitazione.

La voce della prof era attutita dal battito cardiaco sempre più violento e veloce del mio cuore. Per un attimo ebbi paura che le mie tettone potessero quasi esplodere. Abbassai la testa ed emisi un gemito silenzioso mentre l’orgasmo invadeva e faceva tremare le mie gambe.

Il mio tanga era fradicio e forse, a quel punto, anche la sedia su cui ero seduta. Ripresi fiato e sfilai la mano da sotto il banco portandola alle labbra per leccare un po’ di quel delizioso nettare. In tutto ciò, la prof non aveva mosso ciglio e la mattinata le sembrava più leggera.