Due amiche troie al cinema

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sega al cinemaFinalmente era arrivato il fine settimana e come di consueto suona alla porta Marilena, la mi a migliore amica, il solito venerdì sera tra sole donne. Una vera e propria istituzione dato che mio marito aveva la sua imperdibile partita di calcetto.

 – Ohi ciao tesoro! Come sei sexy stasera? – Dissi facendole l’occhiolino – Appena saliamo in macchina devi raccontarmi com’è andata la serata con il tuo amico americano e di come glielo succhiato – Le dissi curiosa.

Marilena infatti è una donna separata ed ogni qual volta esce con un uomo corre  a raccontarmi particolari i piccanti: come aveva goduto, in che posizione, com’è il cazzo del tipo, che sapore aveva la sua sborra e tanto altro ancora.

Per certi versi ero un po’ invidiosa di lei e di tutte le avventure che viveva. Io ero sposata da oltre 15 anni con mio marito ed in tutto questo tempo avevo scopato sempre e solo con lui.

– Ok, dopo ti racconto tutto ma perché prima di sederci comodamente al bar a prendere un caffè e fare due chiacchiere in santa pace non andiamo al cinema?

Il film stava per cominciare proprio quando entrammo in sala. La sala era praticamente vuota ad esclusione di due uomini seduti nella nostra stessa fila, nell’estremità opposta però. Si trattava di un signore sulla sessantina e di un ragazzo più giovane, pensai subito che si trattassero di padre e figlio.

L’uomo ci squadrò per un attimo mentre sistemavano le nostre minigonne prima di prendere posto nelle poltroncine che ci erano state assegnate. Pochi attimi e si spensero le luci.

Erano trascorsi pochi minuti dall’inizio del film quando ci ritrovammo il signore che prima di aveva osservate attentamente nella poltrona subito alla nostra destra. Non diedi peso alla cosa e continuai a prestare attenzione al film, fino a quando non percepii inconfondibilmente una mano che mi accarezzava la coscia vicino il ginocchio. Li per li rimasi impietrita. Non sapevo come reagire senza scatenare un putiferio.

Quel porco maiale intanto continuava insinuando la mano sotto il mio vestito. D’istinto, l’unica cosa che mi venne da fare, fu serrare le gambe ma, lui seppur sentendole ben strette non si arrese e continuò a spingere la mano tra le cosce.

Cercai di resistere allontanandogli il braccio e cercando di non far accorgere a nessuno di ciò che stava accadendo per vergogna. Diedi un rapido sguardo a Marilena cercando in lei un aiuto  ma, capii subito che non sarebbe servito a nulla. Anche lei aveva la mano di un uomo in mezzo alle gambe, che probabilmente le stavano già masturbando la figa considerando il respiro affannoso che aveva.

Non resistetti più e sicura del fatto che nessuno mai lo sarebbe venuto a sapere mi lasciai andare al tocco di quel porco pervertivo. Le sue dita spingevano all’altezza del clitoride provocandomi piacevoli e fitte eccitazioni. Di li poco iniziai ad ansimare come una giovane cagna in calore, cercando però di fare meno rumore possibile.

– Ecco sfogati, porco schifoso.

Mi spostò il perizoma di lato e cominciò a toccarmi con movimenti ondulatori ed a penetrarmi con una, due, tre dita…quattro. Non le contavo più, ero totalmente in balia di quel vecchio depravato che si divertiva a vedermi godere come una troia assatanata.

Gliela offrii tutta, muovevo e sollevavo il bacino per facilitargli i movimenti dentro e fuori la fica. Ormai ero totalmente disabilita ed il fatto che la mia amica potesse vedermi o sentirmi godere non mi importava più, anzi mi eccitava ulteriormente.

Pensai tra me e me – Dio che zoccola che sono! Uno sconosciuto mi sta facendo un ditalino ed io lo sto lasciando fare anzi…vorrei prendergli in bocca il cazzo e sparargli un pompino perfetto fino a sentire il sapore della sua sborra in bocca.

Con il sottofondo delle risate di quei pochi che nelle file sottostanti stava seguendo il film, allungai il braccio verso l’uomo per far capire lui che volevo fargli una sega intanto che lui continuava a sditalinarmi.

In pochi ostanti mi ritrovai con il suo uccello in mano. Di certo non era ben dotato ma, poco mi importava in quel momento. Mi stava facendo godere come una giovane troietta, i miei capezzoli erano turgidi come non lo erano più da anni ed io stavo per raggiungere un orgasmo pazzesco.

Ero pronta, le sue dita stantuffavano a dovere la mia fica eee… pochi secondi dopo la sua mano su invasa da un lungo orgasmo. Lui si fermò per alcuni secondi, giusto il tempo di farmi respirare ma, poi riprese a fottermi forte con le dita. Lui giustamente non aveva goduto e dunque insisteva con vigore. Io infatti non avevo mai mollato la presa, nel frattempo e continuavo a sbattergli il cazzo su e giù senza tregua.

Mi girai verso Marilena – Mamma mia che porche che siamo – Le dissi.

Immaginavo di farmi sfondare da quel cazzetto che stavo segando insieme a quello del ragazzo che masturbava Marilena e da ogni altro uomo presente in sala. Certo quel cazzo non era nulla di che, io che amo le taglie forti, ma visto in contesto me lo sono fatta andare bene, anche se sono stata più tentata di dirgli che se solo volesse documentarsi sul web troverebbe dozzine di siti che spiegano come avere un pene più grosso e in grado di soddisfare meglio quella come me che ai centimetri proprio non sanno rinunciare.

Solo i gemiti di piacere di quel uomo di scossero da quei pensieri. Capii subito che stava per venire ed allora strinsi il glande in maniera ancora più decisa. Lui sussultò, fece un lungo respiro e con uno spasmo venne abbondantemente sulla mia mano, che non smise di segarlo fino a che l’ultima goccia di sborra non traboccò dalla punta.

Rimanemmo fermi immobili per alcuni istanti prima di ripulirci le mani con i fazzoletti che avevo n borsa. Nel frattempo vidi Marilena che si contorceva tutta perché eccitatissima ed anch’essa vicino all’orgasmo che tardò solo alcuni istanti ad arrivare. La guardai e sorrisi dicendole che quella sera aveva fatto proprio una bella scelta per la loro uscita settimanale.