Elisa, telefonista erotica o no?

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pompinoLavoravo come agente di vendita in un’azienda di energia elettrica. Lavoravo su appuntamenti prefissati di Elisa, lei era l’impiegata assegnata ai miei appuntamenti, cioè colei che chiamava i potenziali clienti proponendo la mia visita presso la loro azienda per valutare la nostra offerta.

Lavorava nel call center dell’azienda ed io di lei conoscevo solo la voce, non l’avevo mai incontrata di persona. Aveva una voce sexy, sensuale e molto profonda, ogni volta che la sentivo cercavo di immaginarla fisicamente e di darle un volto.

La immaginavo alta, mora, con gli occhi chiari, fisico asciutto e due belle tette ed un culo formoso. La sua voce suadente mi intrigava sempre di più, non nascondo il fatto che più di una volta ho avuto fantasie erotiche ascoltandola al telefono, anche se mi parlava solo di questioni inerenti al lavoro.

Un giorno presi coraggio ed iniziammo a chiacchierare anche un pò di noi. Scoprii che aveva una trentina d’anni, che era sposata da alcuni mesi e che faceva la pendolare. Mano a mano che chiacchieravamo iniziammo a stuzzicarci a vicenda ed iniziarono i doppi sensi e le allusioni. La sua voce si faceva sempre più calda e seducente con il passare dei minuti.

Le dissi che avrei voluto incontrarla, che la sua voce era fantastica e che solo con quella avrebbe potuto incantare qualsiasi uomo rendendolo suo schiavo in pochissimi istanti.

Rimase in silenzio per alcuni istanti e dapprima pensai di aver esagerato nell’esporre i miei pensieri e di averla infastidita ma, mi sbagliavo.

“Hai detto che posso essere in grado di fare di te quello che voglio, ok, ora sei il mio schiavo, stai zitto e godi mentre ascolti la mia voce…”

Non mi era mai successa una cosa del genere e di certo non me l’aspettavo, era come se si fosse trasformata. Mi sembrava di parlare con una telefonista erotica di quei numeri 899 porno che gli uomini chiamano per farsi una sega al cell mentre stanno da soli in casa e questo mi eccitava enormemente.

Iniziò a dirmi che era li accanto a me, talmente vicina che potevo sentire il suo respiro sul mio collo. Ero seduto sulla poltrona della mia scrivania e lei sulle mie ginocchia.

Con una mano sbottonava la mia camicia, mentre con l’altra accarezzava il mio cazzo, già duro, da sopra i pantaloni.

Al solo pensiero ero già eccitatissimo. Non potei resistere e realmente mi sbottonai i pantaloni e tirai fuori dai boxer il mio uccello.

Lei continuava il suo racconto di fantasia e la sua voce erotica suscitava in me un forte desiderio di possederla.

Mi disse che si era chinata di fronte a me e che mi aveva sbottonato i pantaloni per prendere il mio cazzo in pugno. Mi stava facendo una sega ed io con le mie mani sbattevo il mio cazzo seguendo il suono della sua voce.

Godevo come un porco assatanato di sesso e figa. Mi disse che in quel momento mi stava leccando le palle mentre con le mani continuava a farmi una sega a ritmo forsennato.

Arrivò l’istante in cui non riuscii più a trattenermi ed il cazzo mi esplose letteralmente tra le mani. La sborra schizzò fino sopra i fogli degli appuntamenti che avevo appoggiato sopra la scrivania. Riuscii a malapena, con un filo di voce, a ringraziare Elisa per l’ottimo lavoro svolto con l’augurio di poterla risentire il prima possibile, anche fuori dall’orario di lavoro.

Anche se ora non lavoro più per quella ditta, le nostre chiamate sono assidue. Ci sentiamo al telefono almeno un paio di volte al giorno ed immaginiamo di fare sesso ogni volta in luoghi, situazioni e posizioni diverse e questo è veramente eccitante.

Non ci siamo ancora mai visti di persona ma, credo che sia la cosa migliore per entrambi