Ho scoperto che mi piace da morire essere inculata, e adesso chi lo dice a mio marito!?

banner 899 erotico

donna inculata a lettoAvevo un amante da diversi mesi, lui abitava da solo quindi i nostri incontri clandestini si consumavano nel suo appartamento. Ci vedevamo in pausa pranzo oppure ogni tanto raccontavo a mio marito di avere avuto da fare al lavoro fino tardi pur di passare a casa sua per una sveltina.

Quel giorno faceva piuttosto caldo a casa sua e quando arrivai lo trovai con addosso solo gli slip. Appena varcata la soglia del portone m ordinò di andare in camera e di indossare le scarpe col tacco altissimo, da troia, che avevo lasciato li alcune sere prima.

Voleva vedermi cucinare indossando solo di quelle scarpe. Ubbidii senza chiedergli spiegazioni, questo gioco erotico un po’ perverso mi stava iniziando a piacere. Dopo alcuni minuti tornai completamente nuda, con la fica completamente rasata e le famose scarpe rosse tacco 12 da vera puttana.

Una volta arrivata ai fornelli gli offrii una bellissima vista del mi culo, ancora più slanciato grazie ai tacchi che indossavo. Si avvicinò a me e mi disse che dal quel momento sarei stata la sua troia poi con una penna sentii che mi scrisse sulla schiena la parola “puttana”,  appena sopra il culo.

Si spogliò completamente e mi chiese di chiamare mio marito per avvisarlo che avrei fatto più tardi del solito mentre guardavo il suo cazzo ed immaginavo di averlo tutto in bocca.

Chiamai mio marito e leccandomi le labbra guardando il cazzo duro che avevo di fronte gli dissi quello che Guido mi aveva ordinato.

Finita la chiamata passai accanto a lui per posare il cellulare e lui mi prese e mi fece sedere sulle sue ginocchia. Iniziò a baciarmi, io divaricai le gambe e la sua mano prontamente raggiunse il mi clitoride e la mia fica già bagnata.

Mi sussurrò mentre mi sditalinava  che quella sera dovevo essere una troia con la T maiuscola, la sua troia. Io ansimando gli risposi che avrei fatto tutto quello che voleva. Prese la mia mano e l’appoggio sulla  fica, invitandomi a masturbarmi da sola, nel frattempo mi girò sulle ginocchia in modo che il cazzo premesse sul mio culo.

La sua lingua iniziò a scivolare sulla mia schiena io nel frattempo continuavo a masturbarmi come una puttana in calore strusciano il culo sul suo cazzo gonfio e duro. Presa dall’eccitazione gli gridai che volevo essere la sua troia e la sua schiava. Con la mano presi in pugno il suo cazzo ed inizi a fargli una sega.

A quel punto mi prese di peso e mi portò in camera da letto e con una delle cinte le legò le mani sopra la testa usando come appoggio una lampada che aveva sulla parete, prese le mie mutande e me le ficcò in bocca.

In quel momento mi sentii una vera e propria puttana con i tacchi da 12, le mani legate sopra la testa e le mie mutande in bocca, il culo nudo ed indifeso pronto a ricevere il suo cazzo duro. Prese la crema per le mani che aveva accanto al letto e la spalmò nel buco del mio culo e mi mise a pecora.

Il suo cazzo duro come il marmo si avvicinò al mio buchino e grazie alla crema  il suo uccello scivolò senza problemi dentro di me. Iniziai a strillare come una puttana, mi pompava sempre più veloce mentre io con la mano mi masturbavo sempre più forsennatamente.

Mi pompò fino a che le sue palle non esplosero ed il suo uccello  non vuotò fino all’ultima goccia di sborra dentro il mio culo. Ebbi un orgasmo nello stesso momento in cui lo ebbe lui.  Dio quanto mi piacque, mi fece impazzire essere la tua troia, quel giorno scoprii che mi piace essere inculata, specie da dei cazzoni duri e grossi. Il problema è che ancora oggi non ho trovato il modo di dirlo a mio marito, sempre così tranquillo e tradizionale riguardo al sesso.