Il mio primo cazzo, racconto di una trans

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inculare un transCiao a tutti, il mio nome di battesimo è Eugenio ma, da alcuni anni a questa parte sono ormai, per tutti Ilenia. Sono stata sempre stata effemminata, non mi sono mai sentita un ragazzo, già da quando ero una bambina. La mia sorella maggiore, Sofia, a sempre capito ed assecondato questa mia natura infatti mi lasciava giocare con le sue bambole ed altri giochi da femmina.

Ricordo che quando avevo 15 anni circa, Sofia, doveva uscire con un ragazzo e mi chiese consiglio su cosa potesse indossare per quella serata. Entrammo in camera sua e mentre sbirciavamo nel suo armadio mi chiese se volessi provarmi uno dei suoi vestiti. Non avevo mai preso in considerazione la possibilità di indossare degli abiti femminili ma, da quel giorno iniziai a pensarci seriamente.

Inizia così ad indossare i suoi vestiti quasi per gioco ma, di li a poco la cosa divenne più seria, tanto che all’età di 16 anni passavo tutti i pomeriggi in casa vestita da ragazza. Mia sorella mi dava piena libertà e quando iniziai a rendermi conto che provavo attrazione per i ragazzi la cosa non stupì nessuna delle due. Anzi, lei stessa iniziò a raccontarmi di quanto le piacesse il cazzo, di quanto godeva nel fare la puttanella maliziosa o la bella troiona sempre eccitata con i ragazzi della sua età o giù di li e uomini molto più grandi di lei.

Più ascoltavo i racconti di mia sorella più cresceva in me il desiderio di farmi inculare da Marco, il nostro vicino di casa, ma purtroppo, a 16 anni, la mia trasgressione più grande era un vibratore di 18 cm che mi aveva regalato mia sorella all’insaputa dei nostri genitori.

Mi vestivo come una porcona infuocata indossando vestiti a bassissimo costo che compravo dai cinesi, mettevo il dildo sul letto immaginando che fosse di un uomo con il cazzo di fuori e mi avvicinavo a lui, con fare sexy, dicendo “Ciao tesoro! Hai visto che splendido trans che sono? Mi immaginavi esattamente così avendo ascoltato solo la mia voce al telefono fino ad ora? Preparati…Vedrai ora come ti faccio godere brutto porco!        Stasera sarò la tua troia…Stai zitto e godi mentre ti faccio sborrare come non mai”.

Afferravo quel bel cazzo con il palmo della mano fino a condurlo alla mia bocca, lo succhiavo per qualche istante, poi alzavo la minigonna da crocerossina (la mia preferita) e me lo infilavo nel buco del culo per delle inculate che ancora da paura! Ma la cosa, ad un certo punto, iniziò a non soddisfarmi più…volevo Marco.

Un pomeriggio ricordo che lo vidi nel giardino di casa sua a petto nudo. Volevo attaccare bottone ma, per farlo dovetti subito rivestirmi da ragazzo. Lo feci velocemente e scesi in giardino, fino al confine con casa sua.

Iniziamo a parlare fino a quando non mi chiese se avessi una birra, appena gli disis di si scavalcò la recinzione e me lo ritrovai di fianco. Lo portai in cucina e gli porsi la birra che mi aveva chiesto quando, improvvisamente,  si allungò verso di me per baciarmi.

Io rimasi impietrita…quasi non credevo a ciò che stava accadendo. Mi disse che aveva sempre provato attrazione per i ragazzi effemminati quindi gli chiesi di aspettarmi un attimo, corsi subito in camera ed indossai il vestitino migliore che avevo prima di tornare da lui in cucina.

Non feci in tempo quasi ad uscire dalla mia camera che me lo ritrovai sulla porta, mi strinse per i fianchi e mi baciò di nuovo. Le sue mani accarezzavano tutto il mio corpo ma, fu quando mi sollevò la gonna che sentii il suo cazzo duro desiderarmi.
Io ero molto impacciata e mi limitavo ad accarezzargli il petto. Lui fece un passo indietro, si sbottonò i pantaloni, abbassò le mutande e tirò fuori il suo enorme uccello. Mi inginocchiai di fronte a tanta bellezza, lo afferrai con una mano ed iniziai a succhiarlo.

Godevo nel sentire leccare il suo cazzo dalle palle alla cappella ma, volevo di più…Mi sollevai, alzai la gonna e mi misi a pecora sul letto. Rimasi immobile ed iniziai pochi istanti dopo a sentire la sua mano sinistra afferrare il mio fianco e l’altra che aiutava il suo cazzo a trovare il mio buco del culo per infilarcelo dentro.

Quando iniziai a sentire la punta fare capolino un brivido pervase il mio corpo. Iniziò a muoversi avanti e indietro mentre io, eccitatissima, gli dicevo cose che non avrei mai creduto che potessi dire “Ascolta i miei lamenti e godi con un trans ninfomane come me, maiale! Dai su, ancora, più forte!!”

Gli chiedevo di non smettere più ma, quando gli dissi che non vedevo l’ora di sentire la sua sborra calda dentro di me gli feci perdere totalmente il controllo. Iniziò a schizzarmi dentro, era piacevolissimo, sentivo il caldo scorrere dentro di me. Po ilo estrasse, si rimise i boxer ed i pantaloni, ci scambiammo i numeri ed iniziammo a chiacchierare e scherzare, fino a quando non rientrò in casa mia madre e lui uscì per fare rientro in casa sua.