La prima volta che ho fatto una sega ad un ragazzo

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ragazza che fa una sega ad un ragazzoCiao a tutti, sono ancora io Begonia e vi voglio raccontare una cosa che mi è successa. Ricordo, che quasi al compimento del mio quindicesimo anno, ebbi l’opportunità di scoprire qualcosa che ancora adesso mi piace molto: masturbare i ragazzi.

Il mio ragazzo, Pepe è stato il primo, non l’avevo mai fatto prima con nessun altro, ma mi sembrava normale farlo con lui. Dopo l’ultima volta che ci siamo visti, lui mi ha evitato e ha cercato  di non farsi trovare. Ero disperata perché lui non mi cercava, e allora sono stata io a cercare lui. Capii che probabilmente lo avevo stancato, e già usciva con altre mie amiche. Questo fu molto doloroso per me, e mi rese davvero triste.

Ero al parco, e ormai era sera quando mi si avvicinò Ramon, un amico di Pepe. Cercò di consolarmi e gli chiesi come mai Pepe si stava comportando così con me. Dopo avermi ascoltata mi disse che Pepe gli aveva raccontato tutto quello che avevamo fatto, e che gli era piaciuto, ma si era stufato e ne aveva cercato un’altra che gli facesse le stesse cose. Iniziai a piangere e lui mi abbracciò.

Mi disse che non era tanto grave, e che presto avrei trovato un altro ragazzo. Lo guardai e gli chiesi se Pepe gli avesse raccontato proprio tutto, e lui rispose di si. Sapeva quello che avevamo fatto al cinema, e Pepe gli aveva raccontato che non ero molto brava. Questa cosa mi fece arrabbiare e gli risposi che sicuramente ero più brava di molte delle sue amiche.

Senza guardarmi mi disse – perché non mi fai vedere come lo fai e poi ti dico se sei brava o no – Avevo qualche dubbio, però il mio orgoglio era stato ferito, così mi alzai lo presi per mano e gli dissi – allora andiamo – ero decisa a farlo. Salimmo sul tetto di un edificio  e ci sistemammo dietro a delle taniche di gas.

Lui era di fronte a me e disse – fammi vedere come fai – io mi avvicinai, gli abbassai la zip dei pantaloni e gli tirai fuori il cazzo. Non era tanto duro, ma quando avvertì le mie dita, iniziò a diventare più grosso. Io prima di allora avevo visto solo quello di Pepe, ma quello di Ramon sembrava più grande. Iniziai a muoverlo lentamente, lasciando che il suo liquido mi inumidisse le dita.

Lui sospirava e teneva gli occhi chiusi. Continuai a muovere la mano lentamente, mentre gli diventava ancora più duro. Dopo un po’ il mio disagio finì e mi concentrai su quello che stavo facendo, volevo che vedesse quanto fossi brava. Con una mano iniziai a palpargli le palle, mentre con l’altra continuavo a muovergliela su e giù.

Non so da quanto avevo iniziato a masturbarlo, però lui mi mise le mani tra i capelli ed iniziò ad accarezzarli. Non dicemmo una parola, lui sospirava soltanto, mentre io mi stavo eccitando un po’. Volevo che fosse la migliore che Ramon avesse mai provato fino a quel giorno. Cominciai a muovere la mano più rapidamente e con più energia, volevo farlo venire ma lui mi fermò per poi farmi riprendere ancora.

Aveva il cazzo completamente bagnato, e anche la mia mano lo era. Dopo un po’ iniziai a sentire stanchezza e cambiai mano. Continuai a muoverlo sino a che il suo cazzo non sborrò. Non mi importava che mi avesse schizzato i vestiti, continuai a muoverlo sino a che era duro. Lui aprì gli occhi e mi sorrise. Mi guardò e disse –  sei la migliore – io levai la mano e la pulii sul mio vestito rosa.

Dopo anche lui si asciugò il cazzo sul mio vestito e disse – penso che tu sia brava, però abbiamo bisogno di ulteriori pareri per poterlo confermare – così mi disse di aspettare un minuto. Mi sedetti sul pavimento e mentre mi abbassavo mi annusai le dita. Avevano un odore che avevo già sentito.

Mi fecero ricordare Pepe e mi sentii più coraggiosa, perché quello che aveva fatto era solo colpa sua. Quando Ramon tornò era in compagnia di Carlo, Sergio e Manuel. Non dissi niente, ma mi alzai e andai ancora verso le taniche del gas. Si misero di fronte a me, ed io senza dire una parola mi avvicinai a Carlo, gli abbassai la zip e cominciai a masturbarlo.

Avevo appena iniziato che Sergio aveva già tirato fuori il cazzo e prese la mia mano sinistra in modo che potessi masturbare anche lui. Ero un po’ scomoda perché non riuscivo a coordinare bene i movimenti così gli dissi di mettersi dietro di me. Mentre io continuavo a masturbare Carlo,

lui mi alzò la gonna e mi abbracciò. Per la prima volta sentii il suo cazzo tra le mie cosce, così allargai un po’ le gambe per poterlo accogliere. Per un momento dimenticai tutto e lasciai che si muovesse avanti e indietro a sfregare il cazzo tra le mie gambe mentre io continuavo a masturbare Carlo. Ramon e Manuel nel vedere quella scena la tirarono fuori.

Il primo a finire fu Carlo, che fu prontamente sostituito da Manuel. Mi chiese di masturbarlo mentre Sergio si stava muovendo così rapidamente che mi schizzò tra le gambe. Io ero talmente eccitata da essere fuori di me; Ramon prese il posto di Sergio dietro di me ed iniziò a muoversi. Si avvicinò al mio orecchio e disse – ti piace, vero? – io non risposi, ma spinsi i fianchi in fuori per fargli capire di continuare.

Finii con Manuel e lasciai che Ramon continuasse a sfregarmela dietro, così chiusi un po’ le gambe per stringergliela di più. Anche lui sborrò e ci allontanammo. Si pulì sul mio vestito e chiesi anche agli altri se volevano fare la stessa cosa. Nessuno rispose, ma tutti mi guardavano.

Ramon chiese – lo fa bene o no, ragazzi? – tutti sorrisero dicendo ero la migliore. Mi giurarono che non l’avrebbero detto a nessuno, e in particolare a Pepe. Lo promisero, e andarono via, lasciandomi eccitata ma felice.

Chiaramente questa cosa la rifacemmo ancora, e questo gioco da quella volta lo chiamammo “il trenino”.