La prima volta che ho preso un cazzo

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prima-scopata-in-macchinaHo deciso di pubblicare questo racconto perché voglio parlare della mia prima volta. Ho 18 anni, mi chiamo Silvia e frequento il liceo. Sono una ragazza molto timida, ho sempre timore di avvicinarmi ai ragazzi, forse perché non mi reputo carina e sexy.

Una mattina ricevo su whatsapp un messaggio da un numero sconosciuto. Mi ha detto che era un ragazzo che frequentava la mia stessa scuola e che si era fatto dare il mio numero da un suo amico perché mi trovava bella ed interessante. Ci scambiammo alcuni messaggi ed alla fine ci accordammo per vederci nel cortile alla fine della quarta ora. Mi disse che avrebbe indossato un cappello nero per farsi riconoscere.

Una volta lì ci salutammo e scambiammo insieme quattro chiacchiere, anche se io ero visibilmente imbarazzata devo dire che mi fece fare un sacco di risate. Mi chiese di uscire insieme il sabato seguente ed io accettai.

Quella sera ero molto agitata, tanto che passai le ore davanti allo specchio per decidere cosa indossare. Alla fine optai per un abbigliamento provocante ma non troppo da sembrare una ragazzina perversa… Indossai un paio una gonna non troppo corta, un top leggermente scollato ed un paio di scarpe con il tacco.

Mi venne a prendere sotto casa, andammo in pizzeria e passammo un paio d’ore a chiacchierare poi tornammo in macchina e fu in quel momento che le mie mani iniziarono a tremare.

Mi guardò negli occhi, mi sorrise, mi prese per mano ed iniziò a baciarmi. Fu un bacio lento e delicato, fu quando la sua lingua entrò nella mia bocca che la passione aumentò.

Iniziò ad accarezzarmi le cosce fino all’interno cosce mentre all’orecchio mi sussurrava che gli piacevo molto e che mi desiderava.

Gli confessai che per me quella sarebbe stata la prima scopata della mia vita e questo deve averlo eccitato ancora di più perché di colpo abbasso il mio sedile e mi salì sopra.

Spingeva il suo bacino contro il mio mentre la sua bocca e la sua lingua non davano tregua al mio collo ed ai miei capezzoli, ormai turgidi. Provavo piacere ad ogni suo tocco e me ne resi conto perché a poco a poco la mia figa era sempre più bagnata e questo non mi era mai capitato, nemmeno quando da sola in casa mi facevo i ditalini davanti alle scene di un video porno.

Lui sbottonò i pantaloni e tornò al suo posto. Mi prese delicatamente la testa e mi disse di prendere il suo cazzo in bocca perché senza dubbio mi sarebbe piaciuto. Ero titubante ma, mi feci coraggio ed iniziai a leccargli delicatamente la cappella fino a quando non mi spinse la testa e mi ritrovai il suo uccello nella bocca. Non avevo mai fatto un pompino ma mi venne spontaneo, iniziai a succhiarlo dalla cappella alle palle mentre lui ansimava e continuava a ripetermi che ero la sua giovane puttanella arrapata preferita

Mi spinse via lentamente e mi aprì le gambe, sfilandomi il perizoma che indossavo. Affondò la testa nella mia figa e la sua lingua sfiorò il mio clitoride. Fu in quel momento che un piacere immenso invase tutto il mio corpo, fino a farmi arrivare al mio primo orgasmo.

Fu una sensazione fantastica ma, non ebbi nemmeno il tempo di riprendermi che lui s’infilò un preservativo e disse che ora avrei goduto veramente come la puttanona in calore che si era scopato alcune sere prima.

Sentii la punta del suo cazzo entrare nella mia figa e subito dopo dolore e bruciore, era la prima volta che prendevo un uccello, entrò fino infondo e si fermò.

Iniziò poi a muoversi dentro di me e a poco a poco il dolore lasciò posto al piacere, stavo scopando e godevo veramente come una porca.

Ad un certo punto, preso dalla foga, mi prese per i fianchi e iniziò a scoparmi con tutta la forza che aveva in corpo, mentre lo faceva mi diceva che ero la sua troietta diciottenne un po’ puttanta, che avevo una figa bellissima e che il suo cazzo stava esplodendo dall’eccitazione. Di li a poco la macchina si riempì dei nostri gemiti e lui raggiunse un orgasmo pazzesco.

Non avrei mai immaginato così la mia prima volta ma, dopo quella volta ho capito che non avrei dovuto aspettare così tanto per fare sesso perché mi ero persa delle sensazioni fantastiche.