Le esibizioni casalinghe della madre del mio migliore amico

giovane ragazzo che si scopa una signora maturaDovevo andare a casa del mio amico Josè; erano le 11 di un sabato di metà agosto e faceva un caldo soffocante, l’idea era quella di passare la giornata insieme nella piscina di casa sua.

Arrivai da lui con circa 15 minuti di ritardo, suonai al campanello e mi aprì la porta Aurora, la madre di Josè, una donna bionda di circa 42 anni; si presentò alla porta con un bikini a fiori, ed io con i miei diciotto anni in costume da bagno cercai di mascherare la mia erezione come potevo.

Aurora mi disse che Josè era andato con suo padre in centro a comprare alcune cose per la cena ma che non ci sarebbe voluto più di un’ora; così mi invitò a rimanere con lei in piscina.

Rimasi un po’ male che Josè non fosse in casa, però siccome sono arrivato con 15 minuti di ritardo ho dato poca importanza alla cosa e sono rimasto ad aspettarlo in giardino con sua madre, in attesa che del suo rientro.

Aurora, a differenza del marito era una donna molto gentile; li conosco da circa tre anni e lei è sempre stata adorabile, mentre il marito, il padre di Josè è un uomo abbastanza antipatico.

Aurora mi fece accomodare mentre lei preparava qualcosa di fresco da bere per riuscire a sopportare meglio quel caldo. Io mi sdraiai su un’amaca e mi tolsi la maglietta, la madre di Josè mi portò la bibita gelata e dopo si levò la parte superiore del bikini lasciando il suo seno all’aria; un seno molto bello e sodo per la sua età, né troppo grosso né troppo piccolo. A quanto pare amava l’esibizionismo in pubblico.

Non sapevo dove guardare, ed Aurora mi disse che sperava che non mi imbarazzassi, ma a lei non piacevano i segni che lasciava il costume, e siccome aveva confidenza non esitò  a mettersi in topless. Io le risposi che per me non c’era alcun problema.

Si distese sull’amaca a pancia sotto e dopo cinque minuti mi chiamò.

“ Juan, tesoro ti dispiace spalmarmi la crema sulle spalle?, odio ungermi le mani”.

Le risposi di si, mi spruzzai un po’ di crema solare nelle mani e gliela spalmai sulle spalle; l’atteggiamento di Aurora mi rendeva nervoso e ancor più quando si voltò, guardandomi fisso negli occhi con le sue tette al vento  a pochi centimetri dalla mia mano.

– Spalmamela anche davanti, perché non mi piace proprio ungermi le mani con questa crema così oleosa –

Pensai che questo fosse troppo, la madre del mio amico mi stava chiedendo di spalmarle la crema solare sul seno. Superai la vergogna e le spalmai un po’ di crema sulle tette mentre lei teneva gli occhi chiusi, e dopo un piccolo massaggio sul collo, scesi verso quel seno dai capezzoli duri che puntavano al cielo.

Iniziai a spalmarle la crema su quel seno così turgido tutto a mia disposizione. Non riuscii a controllare l’eccitazione, e il mio cazzo divenne duro come un palo sul punto di esplodere; Aurora se ne accorse e con un sorriso malizioso disse:

“ Sdraiati Juan, sei molto bianco e non voglio che ti scotti. Ora te la spalmo io la crema”

Mi sembrava strano, poco prima mi aveva chiesto di spalmarle la crema perché non voleva sporcarsi le mani e ora è lei che la vuole spalmare a me.

Iniziò a spalmarmi la crema sulle spalle e poi sul petto, e poi mi chiese di alzarmi in piedi e levarmi il costume, questo era davvero troppo, e pensai che la situazione stesse degenerando, ma lei insistette.

“ Dai, non essere vergognoso, ho visto altri cazzi prima, non essere sciocco, i segni del costume sono molto brutti, e quando ti spogli di fronte alle ragazze vorrebbero vedere una bella abbronzatura uniforme su tutto il corpo”

Non feci in tempo a dire niente, che una volta in piedi fu Aurora che d’un tratto mi lasciò con il cazzo e i coglioni all’aria davanti al suo viso, poi mi girai perché provavo molta vergogna, e la mano di Aurora iniziò a scendere dal mio petto verso il mio stomaco senza fermarsi sino giù alle palle, dove si soffermò a spalmarmi la crema in modo più accurato. Quegli sfioramenti mi fecero indurire il cazzo ancora di più; lei non disse niente ma continuava a spalmare la crema e muovendo la mano su e giù stringendomi il cazzo, tanto che sembrava mi stesse facendo una sega; si stava comportando come una casalinga esibizionista, e questo mi faceva eccitare ancora di più.

Io ero come ipnotizzato da quanto stavo godendo sino a che lei ruppe quella sensazione dicendomi:

“ Peccato, non ho crema a sufficienza, però conosco un altro modo per non farti scottare il cazzo,e cioè metterlo dentro la mia bocca”.

Stavo ancora cercando di capire le parole di Aurora che lei si era già avventata sul mio cazzo e lo aveva preso in bocca.

La madre di uno dei miei migliori amici mi stava succhiando il cazzo e io non sapevo cosa dire.

Con la lingua mi leccava il glande, mentre con la mano continuava a massaggiarmi i coglioni, e devo dire che lo faceva a meraviglia.

Mi dava dei piccoli morsi sul glande, e poi socchiuse le labbra e iniziò a succhiarmelo molto delicatamente. A poco a poco la prendeva tutta, e ogni volta ne ingoiava un centimetro di più, sino a che la prese tutta in bocca e iniziò  a succhiare come una pazza.

Si mise a quattro zampe sopra di me, senza schiacciarmi, con il viso rivolto verso il mio e con le tette che mi fregavano nell’ombelico. Ero di fronte ad una vista bellissima. Aveva le natiche totalmente aperte ed il costume infilato nel mezzo. Continuava ad andare su e giù, succhiando e giocando con la lingua con il mio cazzo.

Mi stava facendo un pompino spettacolare. Aveva perso la nozione del tempo, però notò molto bene che io stavo venendo perché iniziai a schizzarla dappertutto. Lei non disse nulla, si limitò a ingoiarlo tutto sino all’ultima goccia.

Aurora si alzò, e mentre si asciugava gli ultimi schizzi di sperma con la mano, si rivolse a me dicendo:

“ Il tuo cazzo è proprio come avevo immaginato, ho fantasticato per mesi su di te, tesoro; mio marito è sempre troppo impegnato e non mi da le giuste attenzioni.”

Si levò anche lo slip, e rimase completamente nuda davanti a me. La sua figa era totalmente depilata e sembrava deliziosa, io però di fronte a questo non ebbi alcuna reazione e neppure il mio cazzo, ma era chiaro che lei voleva di più e sapeva come ottenerlo.

“ Hai un cazzo enorme! Ora me lo mangio tutto e non ne lascio niente per te”.

Si voltò e mi montò sopra, in modo che mentre mi faceva il pompino, poteva strofinare la figa e le tette sul mio corpo. Iniziò a baciarmi sul glande, e con entrambe le mani la muoveva su e giù come se volesse farla crescere di più.

Poi continuò il gioco con la sua lingua esperta mentre mi accarezzava le palle. La spinse in bocca a poco a poco, premendo con le labbra e poi socchiudendo la bocca, aprendo e chiudendo mentre con la lingua continuava a leccarmela tutta intorno.

“ Ora tocca a te tesoro”.

Andò sul prato ed io come imbambolato andai verso di lei con il cazzo duro.

Prese le mie mani e le mise sul suo culo, si abbassò dolcemente in modo che io potessi arrivarci meglio, ed io iniziai ad accarezzarlo e a stringerlo. Le allargai le gambe, che divaricò con piacere, chinai la testa iniziando a succhiare il suo buco posteriore.

Mentre con la lingua giocavo nel suo culo, con una mano cercavo la figa, e quando la trovai notai che era molto bagnata. Anche io ero a mille, avevo il cazzo duro e sul punto di esplodere. Continuai a leccarle il culo, fino a che la feci voltare e mi inchinai su di lei per accarezzarle il suo seno turgido, che in quel momento era tutto per me.

Lo succhiai avidamente, mordicchiandole i capezzoli appuntiti, sperando di ricevere in cambio del latte mentre le strizzavo e succhiavo con una passione sfrenata. A poco a poco iniziai a scendere con la lingua sino a  raggiungere la figa. Mentre con una mano continuavo a palparle il seno, con l’altra toccavo la figa della madre del mio amico, una dea di ebano. Le separavo le labbra e con la lingua assaporavo il suo clitoride, mentre lei rispondeva con movimenti ritmici come in estasi a questo massaggio al centro del suo piacere.

Continuai a succhiarle il clitoride e a infilarle la lingua dentro, assaporando ogni goccia del suo liquido mentre lei iniziava a godere tantissimo.

Poi le infilai un dito dentro, poi due, mettendole dentro e poi fuori, girandole in modo da farle provare più piacere.

Ebbi il coraggio di rivolgerle la parola.

“ Signora, la sua figa vuole solo cazzo, e il mio è libero per poterla accontentare”.

“ Perché si vede! Continua….”

Io però non ce la facevo più, così le aprii le gambe ed avvicinai il mio cazzo duro che aveva voglia di penetrare quella figa bagnata.

“ Dai bello, scopami, la voglio sentire tutta dentro sino alle palle”.

Seguendo i suoi ordini, gliela sbattei tutta dentro in un solo colpo abbastanza facilmente grazie alla lubrificazione dovuta al mio massaggio, e lei si lasciò sfuggire un grido di piacere.

“ Continua, bastardo, non fermarti, vai più forte”

Così iniziai a metterla dentro e toglierla freneticamente, spingendo contro le sue gambe, e mentre continuavo a infilarle il palo, le palpavo le tette e le misi un dito in bocca, che lei non perse l’occasione di leccare mentre gemeva e si muoveva ritmicamente per non perdere nemmeno un istante del piacere che le stavo dando. Da come si stava contorcendo capii che stava avendo un orgasmo.

Poi salì sopra di me, come un fantino in sella al suo cavallo, saltò sul mio cazzo freneticamente. Le tette si muovevano su e giù al ritmo dello sbattere del cazzo all’interno di quella figa deliziosa. In quella posizione era lei a scopare me sino a che io non ripresi in mano la situazione.

Così la tirai fuori e la feci voltare, perché da quando mi aveva aperto la porta c’era una cosa che non potevo togliermi dalla testa, e cioè il suo culo così sporgente e duro come una roccia. Cercai di spingerlo dentro in un colpo, ma trovai resistenza.

-“ No, li non l’ho mai presa e sicuramente è molto doloroso”.

-“ Non ti preoccupare, vedrai che ti piacerà e mi supplicherai di non fermarmi”- risposi io.

Mentre le dicevo questo, mi toccavo il cazzo con le dita umide, e lubrificavo la sua entrata posteriore. Iniziai a spingere lentamente sino a far entrare il pezzo più difficile, la cappella. Lei urlò e mi chiese di tirarla fuori perché sentiva bruciare e strappare, però non le diedi retta e iniziai a spingere.

All’inizio la madre di Josè non reagì, ma dopo iniziò a muoversi seguendo il mio ritmo. Era bellissimo vedere il culo di quella donna così da vicino, mentre il cazzo entrava e usciva da quel buco.

Stavo inculando la madre del mio amico, quando a un certo punto le squillò il cellulare, io rimasi sorpreso perché mentre lei rispose mi fece cenno di continuare.

“ Non ti fermare, continua a sbattermela in culo sino a che non ti svuoti le palle.”

Detto fatto. Continuai a martellare mentre lei rispondeva al telefono.

“Ciao Josè, dimmi”.

“ Si il tuo amico Juan è arrivato poco fa, non ti preoccupare perché gli ho trovato qualcosa da fare”

Era suo figlio al telefono, e lei non sembrava avesse problemi nel dire che io ero li. Ovviamente il mio amico non poteva immaginare che io fossi occupato a rompere il culo alla madre.

“ Non preoccuparti, lo sto trattando bene, e non gli dispiace se tu ritardi a tornare.”

Certo che no, dopo il pompino che mi ha fatto e dopo aver ingoiato tutto il mio sperma, come posso essere dispiaciuto che suo marito e suo figlio tardino ad arrivare.

“ Dai Juan, ancora, non fermarti.”

Per un attimo sembrò che Aurora si fosse dimenticata che quello al telefono fosse suo figlio e si lasciò trasportare da quel ritmo frenetico a cui era sottoposto il suo culo.

– “ E’ che Juan sta nuotando nella piscina, è per questo che gli dico di non fermarsi, Josè”.

Aurora salutò il figlio e lasciò il telefono sul prato, mentre muoveva il corpo avanti e indietro per far entrare il mio cazzo con più facilità.

“ Era mio figlio. Lui e mio marito sono bloccati in mezzo al traffico e tardano 15 minuti”

Non mi serviva tutto quel tempo. Tra dentro e fuori, le venni dentro. Un’enorme quantità di sperma le invase il culo che fino a qual momento era vergine, nello stesso istante che lei ebbe un altro orgasmo, questa volta eravamo venuti insieme nello stesso momento.

Ci sdraiammo sul prato, nudi. Aurora aveva il culo che gocciolava del mio sperma, e questo mi piaceva.

Josè e il padre sarebbero arrivati da un momento all’altro, così io mi rimisi il costume da bagno e lei il suo bikini, giusto un minuto prima che loro entrassero in giardino.

“ Come stai Juan, mi dispiace di averti fatto aspettare, spero che ti sia divertito con mia madre”.

“ Si, siamo stati bene” gli risposi mentre guardavo la madre che mi sorrideva in modo complice mentre si avvicinava a baciare il marito. L’idea che il marito potesse sentire il sapore dello sperma che la sua mogliettina aveva ingoiato non più di un’ora prima, mi eccitava come l’idea di sapere di averle aperto completamente il culo.

Naturalmente il mio amico non venne mai a conoscenza che quel giorno mi sono scopato quella troia esibizionista di sua madre. Un giorno come quello purtroppo non si ripeté di nuovo perché non si ripresentò l’opportunità di rimanere da soli a casa sua per caso come quella volta. Però ogni volta che chiudo gli occhi ricordo le sue labbra che stringono il mio cazzo. Una visione piacevolissima.