Racconto di una schiava sottomessa al volere del suo padrone

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ragazza che viene inculata dal partnerLa relazione con Carlo mi fa disperare. Io e Leo viviamo insieme come marito e moglie solo per apparire agli occhi della gente. Leo sa che io appartengo a Carlo, il mio corpo è di Carlo, e mi può possedere ogni volta che vuole. Leo lo sa e sopporta tutto questo per non perdermi, o perché gli piace così, non lo so.

Leo è mio marito solo perché conviviamo, però è Carlo che mi scopa. Leo deve chiedere il permesso a Carlo se vuole stare con me. Più mi fa soffrire, più lo desidero e più lo amo. Di tanto in tanto nella mia vita appare qualcuno che Carlo manda per pagare i suoi debiti, che mi scopa, mi sfrutta e se ne va, sempre lo stesso schema, mi scopano senza lasciarmi niente, un ricordo, un foto, un indumento, solo il ricordo di essersi divertiti con me.

Ultimamente qualcuno ha iniziato a scattarmi qualche foto, probabilmente per i propri album personali, così da stimolare le fantasie erotiche maschili.

Credo di essere la preferita dai dirigenti dell’alta finanza.

Il telefono squilla con molta insistenza, e non so se sia lui o qualcuno dei suoi impegni; in realtà non mi interessa voglio solo fargli piacere, in modo che possa aggiungere ogni nuova esperienza alla lista dei suoi racconti eroti.

Il telefono continua a squillare.

  • Si? –
  • Diana Portela? – pronuncia una voce maschile sconosciuta.
  • Si, sono io. Chi parla?
  • Mi chiamo Charles. Carlo mi ha detto che ci saremmo potuti incontrare questa mattina. Giusto? Non ho tanto tempo perché il mio aereo parte a mezzogiorno –

Rimangoi in silenzio.

  • Diana?
  • Si, sono ancora qui, sto ascoltando –
  • Prendi un taxi e vai all’Hotel Centrale, stanza 215. Ti sto aspettando, per favore non fare tardi perché non ho molto tempo.
  • Vengo subito.

Riaggancio il telefono in modo sistematico. Prendono appuntamento per scopare…

Indosso uno tra i miei vestiti più sexy, proprio come piace a Carlo, minigonna e una camicia verde. Nessuna biancheria intima. La mia figa deve essere vista da tutti i passanti.

Il mio corpo verrà sfruttato ancora una volta da uno sconosciuto.

Arrivata all’hotel vado dritta verso l’ascensore, e spingo il bottone del 2° piano. Un signore di circa quarant’anni sale con me, e mi sorride. Sarà lui? L’ascensore si ferma al 2° piano. Esco ed inizio  a percorre il corridoio, il signore non scende, forse non è lui.

La stanza è in fondo al corridoio, a destra. Mi avvicino un po’ incerta, non si sa mai chi sia la persona che ti apre la porta; in realtà non mi importa, solo a lui importa di me. Busso leggermente mentre controllo i lati del corridoio, come se mi sentissi osservata da qualcuno, che stupida, alla fine Leo sa tutto e lo accetta. Perché devo aver paura che qualcuno mi veda?

La porta tarda ad aprirsi, e io inizio a disperare. Sento dei passi e alla fine noto che la serratura si sta aprendo. Mi apre la porta un uomo di colore alto circa 1,90 mt, e con quindici anni meno di me.

–    Sei Diana?

  • si
  • Sei bella proprio come ti ha descritta Carlo.

Odio sentire la parola “bella” se non è Carlo a dirla, la odio. Entro e l’uomo chiude la porta dietro di me. Vado verso la piccola camera da letto.

  • Aspetta un attimo – dice – voglio prima vedere la mercanzia.

Mi fermo li in piedi dove mi trovo, di spalle, non oso girarmi. Avverto il suo sguardo mentre con una mano mi solleva la gonna e con l’altra inizia a palparmi il culo. Poi arriva in mezzo alle cosce. Mi palpeggia con tanto desiderio. Le sue dita si fermano e delicatamente si introducono nella mia figa.

  • Non sei ancora pronta

Non rispondo. Rimango sempre in quella posizione, statica, seria, confusa. Mi prende per mano e mi porta nella piccola stanza da letto. Io lo seguo come una bambina obbediente. Poi si ferma e mi lascia la mano.

  • Sei molto seria. In realtà non importa, è solo business. Non è necessario che ti piaccia per forza –

Sono ancora li, in piedi, in attesa di un suo movimento. Inizia a spogliarsi ed inciampa, è evidente che ha fretta. Ha un corpo atletico e glabro. E’ completamente rasato, il petto è perfettamente liscio, e muscoloso. Si avvicina a me e mi sfila la minigonna, io rimango nuda con addosso solo la camicia verde. Ho i fianchi nudi, la figa nuda e il culo nudo.

Mi fa sdraiare sul letto e si mette a fianco a me. Mi bacia il collo. Io non provo nulla, assolutamente nulla. Lui svolge solo il suo ruolo di maschio. Senza alcuna preparazione prende il suo enorme cazzo nero e lo avvicina al mio culo, al mio ambito culo…. Sembra che il mio culo sia protagonista di tutte le fantasie erotiche maschili. Sembra proprio che Carlo venda il mio culo.

Preme leggermente mentre io lo aiuto cercando di rilassarmi. Spinge cercando di infilarmelo. Spinta dopo spinta a poco a poco il mio buco cede. Non è stato lubrificato, e non ero preparata per essere montata da questo uomo. Bastava solo che fossi preparata. Continua a spingere e spingere ancora.

  • Devi rilassarti, troia!! – Mi urla nell’orecchio.

Non rispondo, mi limito solo ad adempiere al mio ruolo di schiava. Spinge così forte da farmi male. Continua a spingere e alla fine ottiene ciò che vuole. Me l’ha aperto!!! Ha violato il mio culo. Ora tutto quello che devo fare è sopportare le spinte di questo uomo. Scopa senza fermarsi, senza dire una parola, continua solo a sfondare il mio culo arrossato.

I suoi possenti fianchi sbattono sulle mie natiche, e lui si sforza per aprirmi completamente. Me la sta sbattendo dietro con una forza fuori dal comune. Si ferma, tira fuori quel enorme verga e osserva il mio culo martoriato. Si è spalancato per lui. Ma lui non sembra essere del tutto soddisfatto. Lo rimette dentro e continua a scoparmi con più forza di prima.

Sembra che voglia lasciarmi così aperta per il resto della mia vita. Sfila completamente il cazzo dal mio culo per poi rimetterlo tutto dentro, una volta e un’altra ancora. Il mio culo non si chiude, anzi non si può chiudere. Si affanna a scoparmi come un animale, grida e mi insulta. Continua a sbattermela dentro come se il mio culo fosse solo suo. Da un momento all’altro mi esploderà dentro. Inizia a piacermi e a comincio a sentirmi bagnata.

  • Si dai, scopami, per favore –
  • Apriti di più, troia. Non voglio che stringi –

Provo ad allargare le gambe per facilitare la penetrazione. Le mie gambe sia spalancano quasi automaticamente. Lui sa che sono la sua schiava. Mi afferra per i capelli e mi scopa con più forza. Io vengo, mentre lui continua la sua lotta per sfondarmi il culo. Si ferma di nuovo e lo tira fuori. Sputa più volte e appoggia la mano all’entrata del mio culo. Infila le dita e cerca di sfondarmi il culo con tutta la mano. Non ce la faccio più e vengo un’altra volta.

  • Si, così, vengo, vengo – urlo.

Toglie la mano dal mio culo e la sostituisce con il cazzo, infilandolo completamente senza alcuno sforzo, dopo quello che mi ha fatto prima il mio culo accetta qualsiasi cosa. E continua a scoparmi energicamente. L’orgasmo mi provoca delle grida tremende. Rimango nella stessa posizione mentre mi castiga. Lui accelera il ritmo e va sempre più veloce. E viene….

Si attacca al mio corpo, senza fiato, sudato. La lotta è stata molto violenta.

  • Il finale è stato meglio, tesoro. Carlo ha ragione. Sei un diamante grezzo, con il tempo e l’esperienza sarai perfetta –

Non rispondo, cerco di recuperare le energie. Lui si alza e mi scatta alcune foto, specialmente al culo aperto. Suppongo che siano il suo trofeo. Poi va a fare la doccia.

  • Rivestiti velocemente, non ho molto tempo. Devo prendere un aereo!! –

Obbedisco perché non intendo contraddirlo. E non voglio contrariare Carlo. Ho dolori in tutto il corpo. Riesco a mala pena a camminare, riesco ad aprire le gambe solo leggermente. Mi rimetto la gonna e prendo la borsa. Lui canta sotto la doccia.

  • Chiudi la porta quando esci, tesoro – mi ordina mentre il rumore della doccia rompe il silenzio della stanza. Mi dirigo alla porta senza guardare indietro, adempiendo all’ordine. Carlo sarà contento, mi premierà, mi amerà.

Carlo era molto felice, l’uomo di colore gli ha parlato molto bene di me. Come premio passerà tutta la domenica con me. Su suggerimento di Carlo ho cambiato look, e ha tinto i capelli di biondo. Carlo dice che con il mio colore naturale sembro una puttana di strada. Mi dice così per farmi soffrire, però ignora che in questo modo ottiene l’effetto contrario. Avverto una terribile voglia di essere posseduta da lui, non posso farne a meno, mi sento eccitata come una ragazzina che confida i racconti erotici delle sue prime esperienze.

Leo dovrà sopportare questa situazione. Ho suggerito a Carlo di scoparmi nella camera accanto, con Leo sveglio. Deve accettare. Anche se mi dispiace che soffra per tutto questo.

Questi giorni passano lenti, e non ho notizie di Carlo, voglio solo che arrivi domenica per stare con lui.

Suona il telefono, mi precipito a rispondere. Leo mi guarda stupito, sorpreso.

  • Si, Carlo?
  • Ciao Diana, ti voglio vedere ora.
  • Ciao amore mio. Ok, arrivo in dieci minuti – Non cerco di mentire, Leo lo accetta. Leo torna sul libro che sta leggendo. Ha accettato questa condizione, sua moglie soddisfa tutte le fantasie erotiche maschili tranne le sue.

Devo incontrare Carlo al Pub la Stella, sarà presente anche  una persona molto importante, e io non posso deluderlo. Scendo le scale a due a due, il taxi mi aspetta davanti alla porta, proprio come mi ha detto Carlo.

  • Al Pub la Stella, per favore – Mi sistemo sul sedile posteriore e lascio che l’autista mi guardi in mezzo alle gambe; ci sono abituata.

Il tassista non smette di guardarmi; mi sento lusingata. Al mio arrivo trovo Carlo che mi aspetta davanti all’entrata.

  • Ciao, sono già qui –
  • Ciao, Diana – è raggiante – Mi bacia dolcemente sulla bocca – Voglio farti conoscere un paio di amici, te li presento dentro. Fai tutto il possibile per piacergli –
  • Fidati di me, tesoro non ti deluderò –

Entriamo. All’interno c’era tanta gente. La sala è illuminata da una luce molto tenue, quasi in penombra, e la musica è molto soft, anni cinquanta. Seguo Carlo sino a un tavolo un po’ appartato. Lì incontriamo una coppia di mezza età, di circa quarant’anni. L’uomo si alza in piedi e mi porge la mano, la donna mi saluta con un gesto del capo, è un po’ fredda e molto seria.

  • E’ lei? Chiede l’uomo a Carlo.
  • Risponde lui.
  • E’ pronta?
  • Se vuoi puoi controllare –
  • Va bene. Allora facciamo come concordato –

L’uomo allunga la mano e la donna tira fuori dalla borsa un piccolo pacchetto. Lui lo prende e me lo porge.

  • Indossa queste calze e aspetta al piano di sopra, noi ti raggiungiamo subito, tesoro – Mi ordina Carlo all’orecchio.

Prendo il pacchetto e vado verso il piano superiore come mi è stato detto. Apro la porta e vedo che non c’è niente. Rompo la scatola delle calze e le indosso con molta cura. Aspetto qualche minuto che arrivino Carlo e i suoi invitati. Il tempo passa ma non arriva nessuno, inizio a sentirmi a disagio. In sottofondo si sente la musica del pub, ma in quell’area non c’è nessuno. Sono tutti ammassati nella sala da ballo e nei tavoli. Alla fine la porta si apre, prima entra l’uomo, seguito dalla donna riservata e per ultimo Carlo che chiude la porta alle sue spalle.

  • Levati la gonna e sali su quella sedia! – Mi ordina bruscamente.

Faccio subito ciò che mi dice, mi tolgo la gonna e salgo sulla sedia dandogli le spalle. L’uomo mi da un leggero colpetto, facendomi intendere che mi devo chinare. Mi piego verso il basso sbattendogli il culo in faccia. Credo che mi voglia inculare, non è una novità. L’uomo fa un gesto alla donna, che tira fuori dalla borsa un piccolo tubo di crema, credo sia del lubrificante. La donna si unge le mani con quella crema oleosa e me la spalma in mezzo alle natiche, insistendo soprattutto all’entrata del culo, e poi si allontana. L’uomo

non si spoglia, e questo mi confonde. Poi si avvicina e inizia a massaggiarmi lentamente il culo, intrattenendosi in modo particolare sul buco, e a poco a poco inizio a sentirne l’effetto perché comincio a godere, nonostante gli scomodi testimoni. Infila delicatamente in dito e poi lo tira fuori, lo rimette un’altra volta, e così più volte sino a capire che un dito per il mio culo non è un problema.

Fa lo stesso con due dita, e così via sino a infilare tutte le dita della mano dentro al mio avido culo. Mi apre con molta facilità. Quest’uomo è un vero esperto, non mi fa sentire alcun dolore. Ormai sono completamente bagnata, e posso notare che la mia figa sbava di piacere. Chiudo gli occhi per sentire meglio la mano dell’uomo.

Ora sta spingendo con tutte le dita, il mio culo è completamente rilassato, spinge delicatamente ma con decisione, non va avanti e indietro, ma continua a spingere solo in avanti e non ha intenzione di mollare. Inizio a gemere di piacere. L’uomo ha ora anche il polso completamente dentro il mio culo.

Posso notare che il liquido mi gocciola giù lungo le cosce. L’uomo sembra felice del suo successo. La donna guarda impavida quello che sta facendo il marito. Il braccio dell’uomo entra e sale su per il mio culo con la massima energia, e i miei gemiti si possono sentire da lontano,  l’orgasmo e imminente……

  • Andiamo, stai per arrenderti – Mi grida l’uomo. Io non rispondo, non posso. E continua a sfondarmi con energia. Io vengo e lui se ne accorge. Ride. A poco a poco tira fuori il braccio, si dirige verso Carlo e sempre con il sorriso sulle labbra gli dice:
  • L’accordo è accettato. Questa puledra è fenomenale. Ricorda che abbiamo concordato una settimana, la prossima domenica la potrai riavere –
  • Perfetto – Risponde Carlo – però tieni bene a mente le condizioni del contratto. Domenica prossima anche tua moglie sarà nelle stesse condizioni di Diana, vedrai.
  • Lo spero proprio, amico mio. Ma penso che le costerà un po’ considerando quanto è stretta li – Mentre parla con Carlo, l’uomo infila il suo braccio completamente dentro il mio culo, aprendolo talmente tanto da cambiarne l’anatomia. Capisco che io sarei stata la moneta di scambio sino a che la moglie di quell’uomo non sarebbe stata pronta a prenderla nel culo come me.

L’uomo mi da una sculacciata e mi ordina di seguirlo.

  • Andiamo in macchina – Lo seguo mentre la moglie rimane con Carlo. Suppongo che se la scoperà non appena saremo usciti dalla camera, non perderà tempo. Per quello che riguardava me, non sapevo cosa aspettarmi. Suppongo che quell’uomo mi sfrutterà tutto il giorno e tutta la notte, sino al ritorno della moglie iniziata a questa nobile arte dell’amore incondizionato…….

La settimana con quel uomo fu una totale sottomissione.  Carlo si è messo in contatto con Leo per dirgli che io sarei stata assente per tutta la settimana. Ignoro ciò che gli abbia risposto Leo, Carlo si è limitato a dire che lo aveva accettato.

In quei giorni memorabili, sono stata posseduta a tutte le ore del giorno e della notte. Ogni posto andava bene per montarmi, il tavolo della cucina, il davanzale delle finestra, la doccia, mentre dormivo. Fortunatamente non mi provocò alcun male, e questo lo apprezzo. Non potevo indossare biancheria intima per essere più accessibile, e la cosa strana è che non mi ha mai penetrato nella figa, tutti i rapporti sono stati anali, alcuni giorni è arrivato a possedermi anche quattro volte.

Io pensavo solo a Carlo, e a come si stava scopando quella donna. Pensavo a lui anche mentre quel uomo mi possedeva. Quando finì la settimana, l’uomo mi svegliò molto presto, verso le sette del mattino.

  • Alzati, devo riportarti e riprendere mia moglie – disse mentre mi toccava la spalla.

Io volevo svegliarmi, ma i miei occhi non riuscivano ad aprirsi.

  • Andiamo! Non ho tutto il giorno – Gridò mentre mi scopriva lasciando il mio corpo nudo. Mi sedetti sul letto e mi strofinai gli occhi, lui si mise davanti a me visibilmente impaziente.
  • Ti devo riportare alle nove, altrimenti il tuo padrone abuserà di mia moglie per un’altra settimana, non intendo rompere l’accordo a causa della tua pigrizia – Gridò furioso.

Cercai di alzarmi molto lentamente, ma lui pensò che lo stessi provocando ed infuriato mi afferrò per i capelli e mi costrinse a sdraiarmi sul letto a faccia sotto. Notai che si stava sbottonando i pantaloni e subito dopo mi saltò addosso. Non fece preamboli di nessun tipo, ma avvicinò il suo cazzo all’entrata del mio culo e mi penetrò con un solo colpo. Mi scopò come se fosse un animale rabbioso, io non provai nulla, solo impotenza. Il tutto durò pochi minuti, finchè non mi venne dentro. Si spostò lasciando il mio culo gocciolante del suo liquido viscoso.

  • Non te lo voglio ripetere – disse in tono di sfida.

Mi alzai e andai al bagno, e nel passargli davanti abbassai la testa per non sfidarlo di nuovo. Una volta pronta uscii dal bagno e lo accompagnai alla macchina. Durante tutto il tragitto non ci rivolgemmo la parola. Quando arrivammo sul posto accordato, lui allungò la mano sotto la mia minigonna in cerca della figa. La palpò e poi ritirò la mano. Non so come mai durante tutta la settimana non l’avesse mai cercata, e ora sembrava che la volesse toccare per l’ultima volta.

Carlo arrivò dopo un minuto insieme alla moglie dell’uomo. Con il viso serio lei scese dall’auto e si diresse verso la macchina del marito. Mi resi conto che non aveva salutato Carlo. Io aprii la portiera e andai verso l’auto di Carlo, incrociando la mia rivale. Non riuscimmo a guardarci negli occhi. Salii in macchina e Carlo senza nemmeno guardarmi mi disse:

  • Come stai?
  • Bene – Risposi un po’ infastidita. Poco dopo fermò la macchina su un lato della strada e scese. Mi disse di scendere e mi fece appoggiare al cofano. Si sbottonò i pantaloni e mi scopò come mai prima, desiderava mettermela dentro. Non mi importava delle macchine che passavano o che qualcuno ci avrebbe visto. Mi bastava che lui mi scopasse. Dopo un po’, e dopo aver avuto un orgasmo come mai prima, mi sodomizzò e dopo pochi minuti ebbi un altro orgasmo. Le nostre grida vennero attutite dal rumore della strada e delle macchine che passavano.

Finito, rientrammo in macchina e mi riportò a casa, e li mi salutò sino al momento in cui non sarei stata la schiava di qualche suo amico ancora per una volta.