Riccardo e la sua banana

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figa gocciolanteI miei primi 22 anni erano passati senza troppe emozioni. Una bella ragazza, un fisico atletico, lunghi capelli neri lisci, una pelle molto chiara e la cosa che più di me faceva impazzire gli uomini le mie enormi tettone, una terza molto generosa ed un culetto bello sodo. Ero abbastanza esibizionista e mi faceva sempre piacere ricevere apprezzamenti pesanti o sguardi compiacenti dagli uomini che mi vedevano camminare in strada o seduta al tavolino di un bar a sorseggiare un drink.

Quando ero più piccola mi infastidivano ma, con il passare degli anni li andavo quasi cercando. Di cazzi ne avevo già visti e provati abbastanza per la mia età ma, erano state tutte esperienze di poco rilievo, nel senso che di uomini soddisfacenti non ne avevo avuti. A dirla tutta provavo molto più piacere a masturbarmi da sola, sul  letto, con le gambe spalancate. Mi toccavo i capezzoli, le tette, l’interno coscia e godevo come una matta.

Solo dopo alcuni anni mi resi conto che la frutta si prestava davvero bene a certi giochini erotici: le zucchine, i cetrioli oppure le banane e le carote. Nemmeno ricordo quanti altri ortaggi ho ficcato nella mia fica rasata, ogni volta ero curiosa di sperimentarne uno nuovo, sempre più grosso per vedere fin dove potevo spingermi.

Eppure per farmi scopare da un ragazzo non avrei dovuto fare molta fatica, avrei potuto ricevere in casa anche 2/3 coetanei ai quali avrei potuto far leccare la mia figa calda mentre facevo uno dei miei pompini perfetti ad uno di loro.

Il caso volle che a 23 anni arrivò qualcosa di buono anche per me.

Riccardo era un amico di mio padre, un uomo maturo sulla cinquantina, non era molto attraente ed infatti non mi aveva mai ispirato sesso anche se il suo sguardo tradiva sempre un forte interesse per le mie forme.

Un giorno venne a casa perché avrebbe dovuto vedersi con mio padre ma, purtroppo, per motivi di lavoro, quella sera avrebbe tardato. Lo invitai comunque ad entrare in casa e lo feci accomodare per aspettare il ritorno di mio padre. Ricordo ancora che la prima cosa che pensai quella sera fu “faccio venire voglia di scopare a tutti i ragazzi della mia età, vuoi che non riesco anche con lui?”

Mi sentii improvvisamente una giovane zoccola perversa e ninfomane ma, decisi comunque che avrei fatto impazzire Riccardo. Mi accomodai di fronte a lui ed iniziai a guardagli senza ritegno il cazzo mentre con la mano sinistra accarezzavo delicatamente il mio seno e con l’altra fingevo di sistemarmi la gonna. Insomma avevo adottato proprio le maniere di una porca troiona arrapata.

Lui mi guardava, distrattamente, senza muovere ciglio ma, che si stava eccitando era palese visto le goccioline di sudore che iniziavano a scendergli sulla fronte. Ero arrivata al punto che mie tette potevano esplodere da un momento all’altro, i miei capezzoli turgidi premevano per uscire dalla canotta. Si vedevano ed io, maiala, lo sapevo.

Riccardo mi guardò di nuovo e questa volta era completamente rosso in viso. A quel punto avevo iniziato a strusciarmi le mani sopra la gonna. Lui non distoglieva più lo sguargo da me ed io avevo ormai perso ogni inibizione.

Fu allora che mi sfilai il vestito ed iniziai a toccarmi freneticamente le tette come non avevo mai fatto, nemmeno in solitudine nel letto. Le allungai verso il mio viso titillandomi i capezzoli, sempre fissando Riccardo. Gli guardai i pantaloni e mi resi conto che aveva il cazzo durissimo.

A quel punto si alzò dal divano e si avvicinò a me sbottonandosi i pantaloni. Altro che 50 anni, Riccardo aveva un cazzo fantastico, lungo e durissimo con una bella circonferenza ed era li tutto per me!!

Iniziò lui stesso a sditalinarmi come nessuno aveva fatto mai, vidi per la prima volta la mia figa allargata con gli umori che colavano lungo le gambe. Fu allora che sporcò il dito con il mio steso liquido e me lo infilò nel culo. Non sentivo dolore era una sensazione piacevole sentire il suo dito fare su e giù mentre io facevo lo stesso con il suo cazzo.

Lo segavo di brutto e non ci volle molto tempo per arrivare al punto che non riusciva più a trattenersi… mi sborrò sulle tette mentre mi puliva con la lingua, facendomi venire di nuovo.

Quella fu solo la prima volta che avemmo un incontro ravvicinato…