Un ignobile ricatto

banner 899 erotico

pompino-ad-un-cazzo-duroLa mia storia ha dell’incredibile! Mi chiamo Simona, sono una ragazza di 25 anni, faccio la segretaria in un studio medico, esteticamente sono molto sexy e di questo ne sono consapevole.

Il mio ragazzo si chiama Marco, ha 26 anni e lui, come me, vive a Roma.

Stiamo insieme da quando eravamo 18enni. Gli sono stata sempre fedele ma, in campo sessuale non mi sono mai spinta oltre più di tanto con lui. È stato il mio primo ragazzo e l’unico, fino a giugno scorso.

Ero del’idea che non bisogna mai concedersi più di un tanto, ritenevo il sesso orale, anale e quello di gruppo un modo per sottomettere ed umiliare una donna.
Non ho molte amiche e talvolta in palestra chiacchieravo con Silvia, la trombamica del mio fratellastro Elia ma, il nostro rapporto si limitava solo a questo in quanto la ritenevo una ragazza di poca classe, insomma diciamo pure una troietta diciottenne per essere chiari

Elia mi ripeteva ogni giorno che Marco era uno sfigato e che fino a quando sarei stata con lui non avrei mai provato il piacere di sentirmi una porcellona ma, io ovviamente non gli davo ascolto.

Ecco che un giorno quella zoccola di Sivia e quel porco maiale di Elia contribuirono a cambiare la mia vita. Tutto iniziò quando i miei andarono in vacanza per l’estate…

Un giorno tornata a casa dal lavoro sorpresi Silvia a pecora in salotto con Elia che le offriva un cazzo enorme e duro tutto da succhiare. Rimasi scioccata da quella scena ma, al tempo stesso non riuscivo a distogliere lo sguardo dal suo cazzo.

Rimasi a guardare la scena pensando a quanto era minuscolo il cazzo del mio ragazzo in confronto a quello di Elia. Mentre guardavo lui che le teneva la testa per cercare di farle ingoiare l’uccello fino infondo la mia figa era così eccitata che si era bagnata tutta

Le urlava frasi come “Succhiamelo come una vera porca in calore, fammelo diventare di pietra” mentre lei cercava di seguire il ritmo da lui impostato mugolando come una troia senza pudore alcuno.

Ad un tratto lui le tolse l’uccello dalla bocca e le disse con fare minaccioso “troia adesso ti inculo, le vacche come te si meritano solo questo”

E lei che urlava “Inculami lurido bastardo, inculamiiiiiiiiiii!!!”

Elia la inculò con violenza animalesca strappandole urla di dolore miste ad un piacere perverso. Ero imbarazzatissima nel guardarli ma anche eccitatissima.

Quando lui stava per sborrare le tirò fuori il cazzo dal culo e lei lo prese in bocca iniziando a spompinarlo di gusto fino a farsi sborrare in bocca.

La sborra le colava sul viso e sul seno mentre lui si avvicinava a me dicendomi “Ti scopa così quello sfigato di Marco?” ed io senza aprire bocca me ne tornai sola in camera mia.

Il giorno seguente decisi di andare a fare shopping con la Mercedes di mio padre per fare la figa in giro ma, quando tornai al parcheggio la macchina non c’era più. Mi prese subito il panico perché sapevo che mio padre mi avrebbe ucciso se avesse scoperto che avevo preso la sua macchina senza autorizzazione.

Si avvicinò a me un ragazzo, mi chiese cosa fosse successo e si offrì di aiutarmi. Disse che conosceva qualcuno che gli avrebbe detto dove avevano nascosto la macchina e che dietro pagamento di un riscatto avrei potuto riprenderla in poche ore.

Mi resi conto fina da subito che anche lui era coinvolto nel furto ma, disperata com’ero decisi di seguirlo in un appartamento in centro.

Mi disse che erano necessari 50mila euro ma, io ovviamente non disponevo di quella somma di denaro. Provai ad offrirgli in cambio il Rolex che mi avevano regalato per il compleanno e 500 Euro che avevo in contanti ma, lui disse che non erano sufficienti.

Lui disse che non erano sufficienti e che non se ne sarebbe fatto nulla a meno che non mi fossi fatta scopare visto che ero una bella figa. Li per li ero allibita dalla proposta ma, poi ripensai ad Elia e a quanto mi fossi eccitata nel vedere il suo cazzo duro quindi dissi “ok, il Rolex, i soldi ed un pompino, nulla di più”.

Il bastardo accettò mi prese e mi fece sedere sul divano. Io tremavo dalla paura, mista ad eccitazione. Mi fece togliere la camicetta ed il reggiseno poi si posizionò in piedi di fronte a me. Apprezzò senza dubbio le mie tette belle grosse e sode perché iniziò  subito a strizzarmi i capezzoli ordinandomi nel frattempo di sbottonargli i pantaloni.

Impacciata nei movimenti gli sfilai i jeans e di boxer che indossava. Il suo uccello balzò fuori già completamente duro. Rimasi ferma a guardarlo senza sapere cosa fare e lui “Non fare la timida, so che sotto sotto sei una troia perversa, cosa aspetti??? Ingoialo tutto”

Eseguii il suo ordine. Il suo cazzo era enorme ed io facevo veramente fatica ad ingoiarlo ma, lui incurante di ciò spingeva il suo bacino su e giù.

Mi sentivo trattata come una cagna mentre lui addirittura mi insultava ma di una cosa ero certa, ero bagnatissima. Cercavo di imitare il più possibile quella puttanella di Silvia e mentre glielo succhiavo con una mano gli massaggiavo i coglioni.

Lui disse “Brava troia, stai imparando” mentre io ero sempre più eccitata e bagnata.

Dopo alcuni minuti iniziò an ansimare e capii che stava per sborrare. Istintivamente staccai la bocca dal suo cazzo ma, lui “Devi bere tutto troia o il nostro accordo salta” mentre segandolo a più non posso indirizzava il suo cazzo verso la mia faccia.

Il primo schizzo mi colpì in faccia ed il resto tutto nella mia bocca. Il sapore era schifoso e mi aveva completamente riempito la bocca ma, lui insisteva nel tenere il suo cazzo dentro per svuotarlo tutto.

Il suo cazzo nonostante avesse appena sborrato era ancora bello grosso e mi impiegai tempo per ingoiare e ripulirlo per bene da tutta la sborra uscita.

A lavoro finito mi disse che la macchina l’avrei trovata dove l’avevo parcheggiata e senza dire una parola me ne andai da quell’appartamento, umiliata ma allo stesso tempo felice di aver provato qualcosa che in altre situazioni non avrei mai avuto il coraggio di fare.