Una serata piccante tra migliori amici

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lei che scopa luiErano le 21.30 di una calda notte di giugno ed ero appena arrivata a casa di Andrea. Era il mio migliore amico e non ci vedevamo da due settimane a causa degli esami di maturità ed altri impegni che assorbivano il tempo ad entrambi.

Ero consapevole di essere da sempre al centro di tutte le sue fantasie erotiche perché mi considerava la più bella della scuola in assoluto, apprezzava specialmente il mio culo e le mie tette sode. Capitava spesso, quando stavamo soli in casa, che mi abbracciava poggiando la testa sul seno con la scusa di sentire il battito del mio cuore mentre il cazzo gli si induriva sotto i pantaloni. Me ne accorgevo sempre ma, per non farlo sentire in imbarazzo non avevo mai detto nulla.

Quella sera, mentre credevo si stesse avvicinando a me, come di consueto, per abbracciarmi posò invece le sue labbra delicatamente sul mio collo. M’irrigidii per un momento. Andrea aveva rotto una promessa, ovvero che non ci sarebbe stato nessun coinvolgimento sentimentale e fisico oltre al bene che si vogliono due buoni amici e delle semplici coccole.

Gli chiesi di smettere ma, mi fu subito chiaro che non era per nulla sua intenzione. Sentivo che avrebbe voluto esplorare ogni centimetro quadrato del mio corpo. So che mi desiderava come uno schiavetto desidera la sua padrona mentre sta zitto e gode delle sue perverse umiliazioni.

Decisi di lasciarmi andare, chiusi gli occhi mentre il mio cuore batteva lievemente più forte con il passare dei minuti. Andrea risaliva lentamente il mio collo strusciando con le labbra vicino le orecchie. Con le dita giocherellava con l’orlo inferiore delle maglietta per passare, lentamente, a massaggiarmi la pancia.

I battito del mio cuore era decisamente più veloce, i miei respiri più profondi e le mie mani leggermente sudate mentre quelle di Andrea si facevano strada sul mio addome. Con le dita disegnava dei piccoli cerchi intorno al mi ombelico per poi risalire verso lo stomaco ed ancora riscendere.

Ero totalmente rapita dai suoi movimenti. Incrementando lentamente i suoi movimenti raggiunse piano piano il reggiseno e non tardò ad infilarci sotto la mano per tastarne il contenuto. Mi sentivo davvero desiderata, ormai non mi ponevo più alcun freno.

-Fammi tua. Non te lo vorrei dire ma sono veramente vogliosa di fare sesso con te. Ti confesso che mi sono sempre eccitata ogni volta che mi hai abbracciato, in tutti questi anni ma, non ho mai avuto il coraggio di spingermi oltre come hai fatto tu ora.

Senza nemmeno rendercene conto ci ritrovammo distesi sul letto. Con la punta della sua lingua esplorava le mie tette mentre con le mani mi avvinghiava ai fianchi come un animale eccitato. Mi stringeva forte in preda a sentimenti contrastanti fino a quando mi disse:

Ho tanta voglia di scopare con te, non riesco più a trattenermi

Mi alzai in piedi e senza aprire bocca mi sfilai il reggiseno. Iniziai a sbottonare uno ad uno i bottoni degli shorts che indossavo mentre le guardavo negli occhi, impaurita ma, al tempo stessa curiosa di scoprire come sarebbe stato scoparci insieme.

Ci sdraiammo nuovamente. In quel momento ero io ad essere sopra di lui e con le mani appoggiate sulle sue spalle che, nel frattempo, era intento a succhiarmi un capezzolo mentre sfregava l’altro con forza.  Tirò fuori dai boxer il cazzo. Provava dolore per l’erezione prolungata. Era di media grandezza  ma, bello largo nella zona mediana.

A quel punto i nostri visi erano vicinissimi. Presi l’uccello tra le mani iniziando a segarlo lentamente con un semplice movimento verticale mentre con l’altra mano gli accarezzavo gli addominali. Lui intanto era tornato sui miei capezzoli.

Senza nemmeno rendermene conto mi ritrovai a cavalcioni sopra di lui con suo cazzo infilato dentro di me. Mi stringeva con vigore le chiappe del culo mentre io ansimavo come una verginella alle prime armi. Le mie urla di piacere non fecero altro che provocare in lui una fame inimmaginabile di me.

Eravamo concentratissimi nel provare piacere e far godere l’altro. Sentivo il suo cazzo vibrare nella mia figa, segno che era vicinissimo all’orgasmo. Non ebbi la forza di chiedergli di fermarsi e resistere ancora un po’. Stavo per venire anche io l’unica cosa che volevo era raggiungere insieme l’orgasmo, noncurante del fatto che mi avrebbe sborrato dentro senza alcun tipo di precauzione.

Ancora qualche botta ed eccoci… esplodemmo entrambi come non avevamo mai fatto! Potevo sentire i suoi schizzi che ad uno ad uno mi riempivano la figa mentre il nostro sperma si mischiava dentro di me. Una complicità stupenda che ci univa.

Ancora nudi, ci abbracciavamo coccolandoci a vicenda, felici e sereni. Avevamo ripreso a chiacchierare come se nulla fosse accaduto. Dopotutto eravamo migliori amici ed avevamo appena condiviso una bellissima esperienza.